La Luce del Casale · Illuminazione

Lampade a sospensione per la cucina: materiale, altezza e numero, dopo due errori e tre anni

Tre lampade a sospensione in terracotta smaltata avorio sopra un lungo tavolo di rovere in una cucina con travi e pavimento in cotto

Le lampade a sospensione per la cucina vanno scelte per tre cose, in quest'ordine: il materiale, che deve sopportare vapore e grasso e pulirsi con un panno; l'altezza, 70-75 centimetri dal piano del tavolo e 65-75 dall'isola; e il numero, uno ogni 60-70 centimetri di tavolo. Tutto il resto, lo stile, il colore, la lampadina, viene dopo, e io l'ho imparato nell'ordine sbagliato. La cucina del nostro casale tra Todi e Orvieto ha un soffitto con travi di rovere a 3,2 metri, il pavimento in cotto umbro e un tavolo di rovere massello lungo 220 centimetri che è stato il primo mobile comprato quando abbiamo preso la casa. Ci ho messo due anni a trovare le lampade giuste per illuminarlo: le prime due scelte sono stati errori, la terza è quella che resterà finché resteremo noi. Questo articolo è i due errori e perché, le tre campane di terracotta che ci sono adesso con le misure esatte, i pendenti dell'isola, la regola del numero e della distanza per tavoli di ogni lunghezza, i materiali che reggono una cucina vera e quelli che non reggono, le altezze per soffitti bassi e alti, la lampadina, le sospensioni con la spina per chi non ha il punto luce sul tavolo, la pulizia, gli errori e cosa è costato.

Errore uno: troppo industriale

La prima lampada era una sospensione in stile industriale, paralume in metallo nero opaco di 40 centimetri, bella in sé e sbagliata per questa cucina: il nero opaco tra il cotto e le travi di rovere creava un contrasto che leggeva come incongruente, troppo loft urbano per un casale del Cinquecento. Un solo paralume grande su un tavolo da 220, per di più, illuminava il centro e lasciava le due estremità al buio, e Marco mangiava nella penombra. L'ho spostata nell'ingresso, dove sopra la panca funziona perfettamente, e la lezione è che una lampada bella non è una lampada giusta, e che un tavolo lungo ne vuole più di una.

Errore due: troppo fragile

La seconda: una lampada di vimini naturale, artigianale, comprata a un mercato di Perugia, che sul tavolo era bellissima e che avevo appeso a 80 centimetri dal fornello. Dopo quattro mesi di cucina reale, padelle sul fuoco, pasta che bolle, pane che cuoce, il vimini era ingiallito e una sezione si era aperta per l'umidità. Non è colpa della lampada; è colpa mia per averla messa dove arriva il vapore. Adesso è in camera da letto, lontano dai fornelli, e lì è la lampada più bella della stanza. La regola che ne è uscita: in cucina, entro due metri dal piano cottura, solo materiali che si lavano.

Quello che c'è adesso: tre campane di terracotta

Sul tavolo: tre lampade in terracotta smaltata color avorio, paralume a campana, diametro 28 centimetri, distanziate di 65 centimetri l'una dall'altra sui 220 del tavolo, con il bordo inferiore a 72 centimetri dal piano, su un dimmer proprio. La terracotta smaltata si pulisce con un panno umido, non assorbe i vapori, e l'avorio si fonde con il cotto e il rovere senza sparire. Tre e non due perché su 220 centimetri due lampade lasciano un buco al centro e tre fanno una fila; il numero dispari sta meglio a occhio, il pari vuole un tavolo con un centro definito. Lampadine E26 opaline a 2700K, 400 lumen ciascuna, e la sera al 50 per cento il tavolo è un'isola di luce calda in una stanza già calda di materiali.

I pendenti sull'isola, che sono un'altra lampada

L'isola da 160 centimetri ha due pendenti in ottone brunito a 68 centimetri dal piano, distanziati di 60, con la luce che cade sul piano senza disperdersi ai lati, e la loro storia è nell'articolo sull'illuminazione dell'isola. La differenza tra le lampade del tavolo e quelle dell'isola: sull'isola si lavora e si fa colazione, e il paralume è più chiuso e la lampadina a 450 lumen; sul tavolo si mangia, e la campana è più aperta e la luce più morbida. Stesso 2700K, dimmer separati, e non si accendono quasi mai insieme.

Quante lampade, e a che distanza, per ogni tavolo

Tavolo fino a 150 centimetri: una lampada centrale, con un paralume di 30-40 centimetri. Da 150 a 200: due lampade distanziate di 60-70 centimetri, centrate come coppia. Oltre i 200: tre, distanziate di 65-70, o una lampada lineare lunga due terzi del tavolo. Tavolo rotondo: una sola, sempre, di diametro un terzo del tavolo. Isola: una ogni 60-70 centimetri di lunghezza. La distanza tra i paralumi non deve essere inferiore alla larghezza di un paralume, altrimenti sembrano un lampadario rotto. E tutte alla stessa altezza dal bordo inferiore, al centimetro, perché mezzo centimetro di differenza tra due sospensioni si vede dalla porta.

Le altezze: soffitto basso, alto, a travi

Il bordo inferiore della lampada a 70-75 centimetri dal piano del tavolo: più in basso abbaglia chi è seduto, più in alto la luce si allarga alle pareti e il tavolo non è più il punto. Con un soffitto sotto i 2,5 metri si scende a 65-70, perché il rapporto tra lampada e soffitto cambia; con un soffitto sopra i 3 metri, come il nostro a 3,2, si sale di 3-5 centimetri e il cavo diventa lungo, e va accorciato in cantiere con la lampada in mano e non in negozio con il metro. Con le travi, la sospensione si appende a un gancio nella trave o a un rosone sul controsoffitto tra le travi, e se il punto luce non è sopra il tavolo, un gancio a soffitto e il cavo in ansa spostano la lampada dove serve per 9 euro. La regola del filo: prima di tagliare, un filo con un peso appeso al gancio per due sere, e la lampada tenuta in mano all'altezza del filo, perché il paralume cambia quello che si vede.

I materiali che reggono una cucina

Terracotta e ceramica smaltata, vetro opalino, metallo verniciato a polvere, ottone brunito, ferro battuto: si puliscono, non assorbono, non ingialliscono. Vimini, rattan, carta, tessuto e legno grezzo: bellissimi, e a più di due metri dal fornello, o in un'altra stanza. Il vetro trasparente si pulisce ma mostra la lampadina e si vela in una settimana; il metallo cromato lucido si pulisce e litiga con il cotto. Per una cucina rustica con il soffitto di legno, le forme tonde o a campana in materiali naturali diffondono la luce sul tavolo in modo uniforme, e i paralumi aperti verso l'alto sono da evitare sotto le travi perché raccolgono grasso e polvere dove non si vede. Le nostre campane hanno l'apertura in basso, e sono bianche dentro, che è metà della luce.

La lampadina, e la temperatura

Ho cambiato le lampadine di tutta la cucina nello stesso momento, passando a 2700K in tutte le sospensioni: prima c'era un misto di 2700, 3000 e una 4000 ereditata, e l'ambiente era cromaticamente incoerente. Con tutto a 2700K il cotto del pavimento diventa arancio caldo, il rovere del tavolo ambra, la pietra del muro dorata, e la cucina di sera sembra un quadro fiammingo. Le strisce sotto i pensili restano a 3000K perché lì si taglia, e sono su un altro interruttore; l'articolo sull'illuminazione della cucina spiega le tre zone. Per le sospensioni: E26, opalina, 400-450 lumen, dimmerabile, CRI 90, e a filamento solo se il paralume la nasconde.

Le sospensioni con la spina

Se il punto luce non c'è, o è sopra il vecchio tavolo e non su quello nuovo, una sospensione con la spina su un gancio a soffitto, con il cavo che scende lungo la parete in una canalina fino a una presa e un dimmer a spina, costa circa 110 euro e non ha bisogno dell'elettricista; è quello che abbiamo fatto il primo anno, con il gancio nella trave, prima che l'elettricista spostasse il punto. Tre sospensioni con la spina su un tavolo lungo si fanno con una ciabatta e tre ganci, e da fuori non si distingue dalla versione cablata. In affitto è l'unica strada, e non è una strada peggiore.

La pulizia, che è la ragione della terracotta

Una sospensione sopra un tavolo dove si mangia si vela in un mese, e sopra un'isola dove si cucina in due settimane. Terracotta smaltata e ottone: un panno umido, due minuti, con l'interruttore spento e non solo abbassato. Vetro opalino: lo stesso, più spesso. Tessuto: un rullo adesivo e l'aspirapolvere al minimo, e mai vicino ai fornelli. Vimini: una spazzola e la rassegnazione. Le nostre tre campane si puliscono la domenica ogni tre settimane, e dopo tre anni sono come nuove; il vimini in camera da letto non si pulisce mai, e va bene così.

Stili che stanno bene in una cucina rustica, e uno che no

Campana o cono in terracotta o ceramica smaltata, in avorio, sabbia o un verde spento, che è la scelta più sicura sopra il cotto. Globo in vetro opalino con montatura in ottone, che è più morbido e più moderno e sta bene con un piano chiaro. Ferro battuto con paralume aperto verso il basso, sull'isola dove serve una luce diretta, mai sul tavolo. Ottone brunito, che invecchia e si scurisce e dopo tre anni è più bello. Lo stile che non sta bene è l'industriale nero e grande, che va bene in un loft e nell'ingresso di questa casa e non tra travi e cotto, e l'ho scoperto pagandolo. Il lampadario di cristallo sotto le travi, che ho visto in un palazzo umbro, è un'altra categoria di errore e non l'ho fatto.

Il tavolo che si sposta, e il cavo lungo

Un tavolo da cucina si sposta due volte l'anno, per la festa di Natale e per la pulizia del cotto, e tre sospensioni fisse non si spostano con lui: la regola è che le lampade decidono dove sta il tavolo e non il contrario, e per questo il tavolo da 220 ha un posto segnato sul pavimento da tre anni. Chi ha un tavolo che cambia posto spesso vuole una sola sospensione su un cavo lungo con un gancio di riserva, o una lampada a braccio a parete che si orienta, o la versione con la spina che si sgancia in un minuto. Noi abbiamo scelto le tre campane e il tavolo fermo, e Natale si fa in soggiorno.

Gli errori, tutti insieme

Una lampada sola grande su un tavolo da 220. Il nero opaco tra il cotto e il rovere. Il vimini a 80 centimetri dal fornello. Il cavo tagliato a 60 centimetri "per sicurezza" sulla prima campana, che era 5 centimetri troppo corto e adesso è un'ansa sul gancio. Tre lampadine di tre temperature. E la sospensione sull'isola sullo stesso interruttore di quelle del tavolo, il primo anno, per cui a cena si illuminava anche il tagliere sporco. Ognuno è costato tra i 30 e i 200 euro, e tutti sono nelle regole sopra.

Cosa è costato

Le tre campane di terracotta, 290 euro. La lampada industriale, 120 euro, in uso nell'ingresso. Il vimini, 65 euro, in uso in camera. I due pendenti dell'isola, 260 euro. Ganci, cavi e il dimmer a spina del primo anno, 40 euro. L'elettricista per spostare il punto luce sul tavolo e mettere i due dimmer, 220 euro. Lampadine, 40 euro. Circa 1.030 euro in due anni per le sospensioni della cucina, di cui 185 di errori che sono comunque lampade usate. La terracotta è stata la spesa più piccola per lampada e quella che è rimasta.

La cucina di sera

Le tre campane al 50 per cento sul tavolo di rovere, i pendenti dell'isola spenti o al 30, le strisce spente, la pietra dorata dall'applique. La cucina è la stanza più bella del casale di sera, e lo è per tre lampade in terracotta da 28 centimetri appese a 72 centimetri da un tavolo, dopo due anni e due lampade sbagliate che vivono felici in altre stanze. Il materiale, l'altezza, il numero. Il resto è gusto.

Da vedere: sospensioni per la cucina e sospensioni con spina per chi non ha il punto luce sul tavolo

Domande frequenti

A che altezza vanno le lampade a sospensione sopra il tavolo della cucina?

Con il bordo inferiore a 70-75 cm dal piano del tavolo; 65-70 con soffitti sotto i 2,5 metri, 3-5 cm in più oltre i 3 metri. Sull'isola 65-75 cm.

Quante sospensioni sopra un tavolo lungo?

Una fino a 150 cm, due da 150 a 200 distanziate di 60-70 cm, tre oltre i 200. Sull'isola una ogni 60-70 cm. Su un tavolo rotondo una sola.

Quali materiali per le sospensioni in cucina?

Terracotta e ceramica smaltata, vetro opalino, metallo verniciato a polvere, ottone brunito, ferro battuto: si puliscono con un panno. Vimini, rattan, tessuto e carta solo oltre due metri dal fornello.

Che lampadina per le sospensioni della cucina?

E26 opalina a 2700K, CRI 90, 400-450 lumen, dimmerabile. Tutte le sospensioni della cucina alla stessa temperatura, e le strisce di lavoro a 3000K su un altro interruttore.

Si possono mettere sospensioni senza il punto luce sul tavolo?

Sì, con sospensioni con la spina su ganci a soffitto e il cavo in canalina fino a una presa, con un dimmer a spina. Circa 110 euro per una, senza elettricista.

Come si puliscono le lampade a sospensione in cucina?

Terracotta, ottone e vetro opalino con un panno umido ogni due o tre settimane, con l'interruttore spento. Il tessuto con un rullo adesivo, il vimini con una spazzola e pazienza.