La Luce del Casale · Ristrutturazione

Perché abbiamo comprato un rudere: i primi sei mesi onesti

Perché abbiamo comprato un rudere: i primi sei mesi onesti

Settembre 2021. Abbiamo speso circa 140.000 euro in due anni di lavori. Firma dal notaio. Chiavi in mano. Siamo proprietari di un casale del Cinquecento in stato di semi-abbandono su una collina umbra, con un patto sociale implicito: non dirci cosa ci aspettava.

Il preventivo che non reggeva

Prima di comprare, avevamo ricevuto tre preventivi da altrettanti impresari. Il più alto era di 280.000 euro. Ci sembrava molto. È finita attorno ai 420.000. Nessuno dei tre aveva previsto la muffa nascosta sotto le travi, i solai da rifare, il tetto che perdeva non in un punto ma in sei.

Non è che gli impresari ci avessero ingannato. È che una ristrutturazione integrale di un edificio storico produce sempre sorprese. Non è un bug, è una caratteristica strutturale.

Il capomastro che non rispondeva

Il capomastro originale ha smesso di risponderci al quarto mese. Non è sparito nel nulla, aveva semplicemente preso troppi lavori. Abbiamo aspettato quattro settimane prima di capirlo e cambiare. Quattro settimane di cantiere fermo a febbraio.

Quello che ha funzionato

Il geometra. Avere un geometra competente e presente che gestisce i rapporti con la soprintendenza e coordina i subappalti è la variabile che più di ogni altra determina l'esito di una ristrutturazione. Il nostro è stato il vero pilastro del progetto.

Cosa diremmo a noi stessi di settembre 2021

Moltiplicate ogni preventivo per 1,5. Non comprate a luglio, a luglio non riesci a fare i controlli strutturali necessari. E fidatevi del geometra più dell'impresario.

Quello che abbiamo usato

L'illuminazione è arrivata alla fine, stanza per stanza. Ogni volta che una stanza era pronta, progettavamo la luce. Le applique BO-HA le abbiamo scoperte alla terza stanza e non abbiamo più cambiato brand. → Leggi anche come abbiamo illuminato ogni stanza