Il corridoio principale del casale misura quasi dodici metri, collega l'ingresso alla cucina, e per i primi due anni l'abbiamo trattato come uno spazio di passaggio da illuminare con il minimo indispensabile. Era il posto più brutto di una bella casa.
Il corridoio come galleria
La svolta è arrivata quando ho smesso di pensare al corridoio come spazio di transizione e ho iniziato a trattarlo come una galleria. I muri in pietra di dodici metri sono la superficie espositiva più lunga della casa. La luce doveva renderli protagonisti, non sfondo.
Applique a intervalli regolari
Abbiamo installato sei applique a parete, distanziate ogni 180 cm circa, alternate tra i due lati del corridoio in modo sfalsato. Ogni applique porta un cono di luce verso il basso che illumina il pavimento in cotto e accarezza lateralmente la pietra sopra. Di notte sembra una sequenza ritmata di luci, quasi scenografica.
La trasformazione percepita
Un corridoio ben illuminato cambia la percezione di tutta la casa. Prima, passando dal soggiorno alla cucina, la qualità dell'ambiente precipitava. Oggi il passaggio è continuo, la stessa cura, la stessa luce calda, la stessa attenzione al dettaglio.