La cantina era la prima stanza che volevamo finire. Non per priorità logistica, era l'ultima nella lista dei lavori, ma per affezione. È la stanza più antica della casa, con archi a tutto sesto in mattoni di laterizio medievale e una temperatura costante di 14 gradi tutto l'anno.
La luce che non guasta il vino
La prima regola tecnica: nessuna luce UV sulle bottiglie. Il UV degrada il vino, anche attraverso il vetro scuro. Abbiamo scelto LED privi di componente UV, una specifica tecnica banale oggi, ma che molti trascurano.
L'atmosfera come priorità
La cantina non è un magazzino. È il posto dove portiamo gli ospiti prima di cena, dove scendiamo il sabato pomeriggio a scegliere cosa aprire. Merita luce d'atmosfera, non luce funzionale.
Abbiamo installato lampade a gabbia in ferro nero con bulbi a filamento su filo nudo, tecnicamente a LED, con resa termica identica all'incandescenza, appese agli archi medievali. A 2200K, la cantina di sera sembra un posto fuori dal tempo.
La luce pratica per trovare le bottiglie
Separato dal circuito d'atmosfera: un LED sottile lungo le rastrelliere, a 3000K, che si accende solo quando si cerca una bottiglia specifica. Due interruttori diversi, due ambienti diversi nella stessa stanza.